Manuela
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Inviato: Mar Mag 06, 2008 11:03 am Oggetto: Articolo sul viaggio ad Auschwitz |
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Il Consiglio dei giovani di Minturno ad Auschwitz di Manuela Cappuccia Visitare Auschwitz è un’emozione irripetibile. Appena arrivati subito ti assale una sensazione di irrealtà,tutto sembra immobile e la scritta “il lavoro rende liberi”che sovrasta l’ingresso ti risuona continuamente nella testa. Chissà cosa pensavano coloro che la leggevano al loro ingresso nel campo…..Il 26 gennaio scorso quando noi ragazzi abbiamo visitato il campo di concentramento di Auschwitz il vento soffiava forte quasi a voler cancellare l’orrore che tanti anni fa si è consumato in quei luoghi.
Tante volte ne abbiamo sentito parlare ma guardare con i propri occhi è sicuramente diverso, camminare per quei luoghi cercando di ricordare per renderne memoria aiuta sicuramente a capire ciò che veramente si è verificato. L’unica cosa che non si potrà mai comprendere è come l’uomo possa arrivare a tanta crudeltà e addirittura ad annullare i propri simili. L’intero campo è composto da edifici in mattoni e suddiviso in blocchi. Inizialmente queste strutture appartenevano alla polizia polacca che le usavano come loro caserme,invece i tedeschi,quando hanno invaso questi territori,le hanno trasformate in dormitori dove erano stipati i prigionieri del campo,in ogni stanza dormiva un numero eccesivo di persone. Al loro ingresso nel campo i prigionieri venivano spogliati di ogni avere e schedati, ricevevano una divisa molto leggera e dovevano lavorare molte ore al giorno, con qualsiasi condizione atmosferica, svolgevano lavori pesanti e ricevevano poco nutrimento e avevano la possibilità di andare solo 2 volte al giorno al bagno. Naturalmente non avendo forze a causa delle condizioni disumane in cui vivevano,i prigionieri venivano sopraffatti dalla fatica e morivano. Infatti l’obbiettivo del campo era quello di provocare la morte delle persone che vi entravano.
Chi tentava la fuga, qualora ripreso, veniva impiccato pubblicamente. Alcuni invece venivano fucilati direttamente al muro della morte. In un secondo momento si utilizzarono anche le camere a gas e i forni,in modo da eliminare più persone in un lasso di tempo minore. Guardare oggi ciò che è rimasto della macchina distruttiva creata ben 60 anni fa lascia sgomenti,la parole per descrivere le emozioni si fermano in gola. Un’unica domanda viene da porsi:perché? Perché l’uomo è arrivato a concepire e mettere in pratica un orrore del genere? Non si troverà mai una risposta,l’unica certezza è che l’uomo è riuscito a spogliare della propria identità un suo simile e renderlo un numero impresso a fuoco nel braccio.
L’atmosfera che si respira una volta entrati è difficile da spiegare, una sensazione di vuoto e di mancanza d’aria, come se si fosse sospesi nel tempo, come se tutto l’ambiente circostante fosse privo di una qualunque sensazione, tutto sembra fermo. Una sensazione che si può provare solo vedendo con i propri occhi la malvagità che l’uomo può provare verso i propri simili.
Articolo pubblicato sul sito www.santamariainfante.it e su relativo giornalino della stessa associazione. é leggermente differente a quello pubblicato su Minturno notizie perché non mi pareva logico pubblicare lo stesso articolo su 2 giornali differenti. |
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